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Il colore nella società di ieri e di oggi

Oggi è più che normale restaurare i colori naturali e vivaci dei quadri o degli affreschi sui quali ha agito il tempo sbiadendoli e rovinandoli. In passato non era affatto così, anzi… gli egizi non si sarebbero mai sognati di ravvivare le tinte sbiadite sui loro monumenti funebri. Questo perchè quando cambia la cultura cambia anche il senso che viene dato al colore, il modo e l’uso che ne viene fatto e infine cambiamo anche noi.

 

Parlare con il colore

pittura rupestre grotta di lascauxIl colore è un elemento fortemente comunicativo e il suo linguaggio è la forma più immediata di comunicazione, anche se governata dall’inconscio. Pensiamo per esempio ai segnali di pericolo che troviamo in ogni città e che attirano la nostra attenzione, non per la loro forma o per il testo, ma per il colore. L’uso della pittura colorata fu una delle prime forme di comunicazione della storia umana, basti pensare alle pitture rupestri trovate in diversi siti in giro per il globo risalenti a più di 35mila anni fa, che precedono la parola e la scrittura.

 

 

Antico Egitto

arte egiziaIn generale, più una società riconosceva i colori e li utilizzava nella cultura simbolica e rituale, più era stabile e strutturata. Pensiamo agli Egizi: la loro arte funebre rimase sostanzialmente identica nel corso del tempo, al variare delle dinastie faraoniche.

Ancora oggi pensando all’antico Egitto ci viene naturale immaginare la società particolarmente colorata e ricca di tinte forti, legate ai colori della natura grazie alla testimonianza dei ritrovamenti archeologici.

 

 

Greci e Romani

statua colorata partenoneAnche le civiltà mediterranee ebbero una grandissima attenzione ai colori, basti pensare ai mosaici variopinti dei Romani o agli affreschi nelle ville dei Greci e dei Romani.

Anche se oggi le vediamo bianche, sapevate che le loro statue in marmo venivano colorate e dipinte dalla testa ai piedi? E che i templi greci e romani erano coloratissimi? Allora come mai quando pensiamo a queste civiltà le riconosciamo come civiltà bianche, quasi candide e senza colore?
Ciò è dovuto al passaggio della cultura neoclassica del 1700!

 

 

Neoclassicismo

statua romana colorataPensando ai monumenti dell’Acropoli di Atene, alle toghe dei consoli romani o alle statue in marmo, è difficile che ci venga in mente un colore diverso dal bianco. Ciò è dovuto al fatto che durante il periodo Neoclassico si affermò il “bianco napoleonico” e le civiltà antiche vennero spogliate dei loro colori originari. Il bianco divenne sinonimo di eleganza e purezza e apice della bellezza classica. Da quel momento riconosciamo il falso bianco come il colore distintivo della storia classica.

 

 

Ai giorni nostri

Oggi il colore ha un forte impatto sulla società e per questo lo si sfrutta e lo si usa per trasmettere diverse sensazioni. Lo studio di come il colore influenza gli stati d’animo viene applicato in tanti campi moderni che spaziano dal marketing, all’architettura moderna, fino alla moda.
Nel corso della storia le varie società hanno utilizzato il colore costantemente con significati beni diversi e precisi.
Anche oggi la nostra cultura è pregna di colori e modi di dire ad essi associati: quante volte abbiamo sentito l’espressione “passare la notte in bianco” o “essere al verde” o ancora “a luci rosse” come metafore per intendere altri concetti?

Potremmo stare qui per ore e ore a parlare dell’uso dei colori nelle società ma per ora ci limitiamo a queste righe, perchè tanto in futuro ne vedremo ancora di tutti i colori!

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